Maschera Elmo Medioevale
- Antonella Sportelli
- 25 giu 2024
- Tempo di lettura: 3 min
Maschera artistica a elmo: suggestioni creative tra Crociati, Templari e il fascino sempre vivo del Medioevo.
Quest'anno ho realizzato una maschera a forma di elmo. Perché proprio a forma di elmo? Beh, viviamo in un contesto sempre più turbolento, con conflitti in corso che mai avremmo immaginato. Così ho creato un oggetto artistico con richiamo sia alla contemporaneità che al Medioevo, e ai guerrieri di ogni epoca quindi. Pur somigliando a un elmo dei Templari o dei Crociati, questa maschera a elmo non vuole rappresentarli davvero. Piuttosto ho scelto di realizzare una base color oro metallizzato e di lavorarlo con il blu oltremare per ottenere un effetto simile a un quadro astratto, quindi per darne un nuovo significato. Il blu simboleggia il pensiero e l'anima, mentre l'oro rappresenta la preziosità. Il messaggio che voglio comunicare è che certe battaglie sono degne di essere combattute, ma devono essere guidate dalla ragione e dall'animo.

Questo elmo da crociato moderno, se così vogliamo chiamarlo, ha la caratteristica di essere di ferro, pesante quindi. Le fessure per gli occhi sono strette, sottili, quasi feritoie inquietanti. Il simbolo della croce è presente e spicca nei contrasti tra l'oro e il blu. Anche i bulloni diventano ornamenti preziosi, come del resto i fori laterali e frontali praticati per la respirazione. Il color oro che vedete, non è pittura ma foglia oro a 24 carati.

Le mie creazioni artistiche, tra cui fotografie, quadri e maschere, sono influenzate dal luogo in cui vivo. E cioè dalla mia piccola città medievale: Conversano.
Le origini di Conversano risalgono all'epoca romana, quando la città era conosciuta come "Norba" e faceva parte della Via Traiana, una strada che collegava Bari a Taranto. Nell'XI secolo divenne sede di una contea estesa su una parte significativa della Puglia centro-meridionale. Nel corso dei secoli, Conversano ha subito varie dominazioni, tra cui quella dei Bizantini, dei Normanni e degli Aragonesi. Alla casata degli Acquaviva d'Aragona apparteneva anche il celebre Guercio delle Puglie, ovvero il conte Giangirolamo II (1600-1665) che amministrò il feudo dal 1626 al 1665 circondato da enorme potere, molti nemici e molte strane leggende sul suo conto. Le cronache lo descrivono come un feudatario dispotico e senza scrupoli, avvezzo alla violenza gratuita, crudele, spietato e in grado di sfruttare ogni circostanza per accrescere la sua potenza. Era però anche un mecenate tanto che diede ospitalità a Paolo Fenoglio, pittore di stile caravaggesco, e creò splendide collezioni d'arte.
Ed ecco un'altra mia maschera artistica ispirata ad un periodo che va dal medioevo e al 600, sempre sulla scorta delle sensazioni della mia piccola città. Anche qui c'è il richiamo all'elmo dei templari, ma non si tratta di una maschera a copertura totale del capo. È un accenno, una maschera che richiama il colore del metallo, in particolare dell'ottone e del bronzo. Non contiene il simbolo della croce ma la stessa maschera è a forma di croce. Il taglio è duro, essenziale e maschile. L'espressione conferita dalla maschera è tra il crudele e lo stupito, essa vuole essere simbolo di guerriero contemporaneo e antico insieme.

Ancora qualche cenno sulla mia piccola città, che costituisce sempre una fonte di ispirazione per le mie diverse forme d'arte: oltre ai potenti Conti del luogo, era forte la presenza del vescovo della locale diocesi e ad esso si aggiungeva la presenza della Badessa Mitrata del monastero di San Benedetto, appoggiata e imparentata con i Conti Acquaviva d'Aragona. La Badessa deteneva un'inusitata autorità religiosa e temporale, concessale da Papa Clemente IV. Questo potere era così impopolare tra i vescovi della diocesi locale che la Badessa fu definita "Monstrum Apuliae". Dal 1266 in poi, le varie badesse ebbero sempre un ruolo di grande potere nella società conversanese.

Infine, dato che vi ho parlato di un periodo storico che va dall'XI secolo al XVI, faccio un breve accenno alla peste. La malattia si diffuse in Italia a partire dal 1347 è colpì durante anche negli anni successivi. Ed ecco le maschere dedicate alla peste.

Ho deciso di raccontare queste storie, e di metterle in relazione con la mia arte, perché credo che il passato (sempre presente) "in-formi", plasmi, ognuno di noi rendendoci individui unici e speciali in quanto connubio/ponte di passato e presente. Questo lascia un'impronta indelebile in tutte le nostre azioni e creazioni.
Mi auguro l'articolo vi sia piaciuto. Vi saluto con affetto e vi ringrazio per avermi letta. A presto!
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